Apetino & Marcelli Fim Cisl: E’ necessario difendere la siderurgia dal dumping della Cina

Apetino & Marcelli Fim Cisl: E’ necessario difendere la siderurgia dal dumping della Cina

Si è svolta questa mattina presso la Commissione attività produttive presieduta da Guglielmo Epifani, l’audizione di Luc Triangle Segretario aggiunto di Industriall Europe in rappresentanza della Ces (Confederazione dei sindacati europei) accompagnato Raffaele Apetino, responsabile nazionale della siderurgia della Fim Cisl e da Riccardo Marcelli Coordinatore Nazionale ThyssenKrupp, sempre della Fim Cisl.

La Fim sostiene la posizione del sindacalismo europeo e nord americano fortemente contrario al riconoscimento alla Cina dello status di economia di mercato. Questo riconoscimento, se fosse messo in atto, avrebbe infatti ulteriori e pesanti conseguenze sull’occupazione dell’industria manifatturiera nei nostri paesi, soprattutto nei settori di base dell’industria tra cui la siderurgia.
L’Italia infatti tra i paesi europei è stata quella più fortemente penalizzata e danneggiata dalla stagnazione di produzioni e dalla competizione sleale e dumping a vantaggio della Cina.
La questione dell’industria siderurgica, riguarda molto da vicino il nostro Paese, tra i primi posti in Europa per la produzione di acciaio. Un valore per tutto il sistema industriale che va preservato,evitando che subisca spostamenti di produzioni verso paesi extra-europei. L’eccessiva capacità produttiva di acciaio a livello globale, ha generato in Europa una riduzione di oltre 100.000 posti di lavoro: da 425.000 posti di lavoro nel periodo pre-crisi, agli attuali 317.000. Per questo sono necessarie politiche di investimenti che passino attraverso un ammodernamento delle aziende siderurgiche che rendano sostenibile e compatibile la produzione dell’acciaio e l’ambiente.

Per farlo c’è bisogno di un forte coinvolgimento da parte dell’UE del sindacato, parte integrante del processo, che a più riprese ha richiamato l’utilizzo di fondi regionali ed europei a tutela e protezione dei lavoratori dell’industria siderurgica. Ma tutto ciò non basta se l’Europa, nella sua natura politica, non crea le giuste condizioni di equità commerciale tra i vari paesi dell’unione e non rimuove i troppi vincoli di natura burocratica che fanno aumentare il costo del prodotto.

Come Fim Cisl non accetteremo ciò che sta accadendo in Inghilterra dove tutto il settore siderurgico è in vendita. La siderurgia per il nostro Paese rappresenta la dorsale del sistema industriale, rinunciarvi significherebbe oltre che mettere a rischio migliaia di posti di lavoro, minare la sostenibilità non solo del settore siderurgico ma dell’industria dell’intero Paese.

Leggi il comunicato sul sito della Fim Cisl Nazionale