Congresso Fim Cisl Umbria: confermata la Segreteria regionale

Congresso Fim Cisl Umbria: confermata la Segreteria regionale

Si è svolto a Collazzone, il Secondo congresso regionale della Fim Cisl Umbria al quale hanno partecipato il Segretario nazionale della Cisl Michele Zanocco e il Segretario della Cisl regionale, Ulderico Sbarra.

Il Consiglio generale ha confermato alla guida per i prossimi quattro anni Adolfo Pierotti in qualità di Segretario Generale. Con lui conferma pure per Riccardo Marcelli, Gianni Scalamonti e Simone Liti.

Di seguito il documento finale approvato all’unanimità dal Consiglio generale della Fim Cisl Umbria:

Il Congresso della Fim Cisl Umbria svoltosi in data 21 aprile 2017 presso il Moraiolo Eventi di Collazzone, approva la relazione del Segretario Generale Adolfo Pierotti, le conclusioni del Segretario Nazionale Michele Zanocco, assumendo i contenuti degli interventi dei delegati.

Il tema fondamentale di cui occuparsi è la ripresa. La crisi economica ha segnato un forte sbilanciamento della finanza a discapito delle persone e che ha fortemente accresciuto le disuguaglianze sociali e indebolito la rappresentanza collettiva, producendo effetti sociali inaccettabili, a cominciare dai giovani. L’acronimo Neet (Not in Education, Employment or Training) indica i giovani usciti dal percorso formativo ma non (ancora) entrati nel mondo del lavoro. L’Italia risulta essere il paese con il valore assoluto più elevato in Europa e con incidenza relativa seconda solo alla Grecia. Le difficoltà che trovano i giovani nel passaggio dalla scuola al lavoro costituiscono un punto critico che sta indebolendo tutto il percorso di transizione alla vita adulta, accentuando la dipendenza dalla famiglia di origine e riducendo la formazione di nuove famiglie. Non è un caso se negli ultimi anni siamo diventati il paese con maggior crollo delle nascite sotto i 30 anni. I Neet sono la categoria che più rischia di perdere senso di appartenenza sociale, visione del futuro e rassegnarsi ad una vita al ribasso.

Per la Fim Cisl Umbria nessuna crescita è possibile senza un modello di sviluppo che consenta alle nuove generazioni di essere protagoniste della costruzione del proprio futuro. E su questo fronte l’analisi del fabbisogno, la promozione della cultura della formazione continua diventano essenziali. E sotto quest’ottica è positivo ed innovativo l’aver introdotto nel Contratto Nazionale il diritto soggettivo alla Formazione.

La crisi va aggredita, affrontata e debellata con misure forti sia rispetto al contenimento dell’evasione fiscale che al risanamento dei conti pubblici i cui sforzi andrebbero indirizzati verso

  • il rilancio del sistema produttivo manifatturiero;
  • l’allargamento della base occupazionale;
  • la redistribuzione della nuova ricchezza prodotta in modo da essere supporto alla crescita ed al mantenimento del tenore di vita delle famiglie e dei pensionati.

C’è un problema strutturale di produttività nel nostro Paese che non si risolve solo con interventi sul mercato del lavoro ma con un Paese meno nemico del lavoro.

È necessario dunque ripensare e progettare un rapporto tra l’economia e la società su basi antropologiche ed economiche totalmente nuove, che abbia nella sostenibilità sociale, civile, industriale, ambientale e finanziaria il suo fine ultimo: l’economia deve ritornare ad essere uno strumento di costruzione del benessere individuale e comunitario, valorizzando il legame tra le persone come condizione per rendere concreta la speranza di una nuova condizione umana

La Fim Cisl Umbria ritiene che occorra potenziare l’azione verso la contrattazione di secondo livello e chiede di aprire una fase nuova, concreta, vera, di contrattazione territoriale all’interno della quale muoversi dietro le linee guida del contratto nazionale con un ruolo di partecipazione attiva da parte di tutti gli attori, a differenza di quanto accaduto in questi ultimi tempi di crisi dove il Sindacato è stato chiamato solo per gestire le emergenze aziendali di ristrutturazione e riorganizzazione. Alle Associazioni datoriali la Fim Cisl Umbria chiede un nuovo legame sociale

La Fim Cisl Umbria ritiene indispensabile detassare il lavoro. Mediamente nel nostro Paese abbiamo un cuneo fiscale aggiuntivo del 10% sul lavoro e nelle imprese sotto i 20 dipendenti il Clup, Costo del lavoro per unità di prodotto è altissimo. Il problema della produttività non si affronta né con gli slogan né con i soli interventi sul mercato del lavoro ma con azioni di sistema, tutti insieme.

Così come tutti insieme va affrontato il tema relativo alle pensioni. Tutte le riforme previdenziali sono state effettuate nel nome dei giovani, scaricando gli oneri sulle nuove generazioni. Se è vero che tra vent’anni si andrà in pensione percependo una rendita pari al 46% per cento dell’ultimo stipendio, la Fim Cisl Umbria ribadisce l’importanza della pensione integrativa che va ulteriormente promossa nella consapevolezza che senza questo strumento in prospettiva l’Italia avrebbe generazioni di poveri.

Per la Fim Cisl Umbria il welfare pubblico deve rimanere ad accesso universalistico. Contemporaneamente il welfare integrativo aziendale in rete con quello di prossimità, può rappresentare una dimensione di forte risposta ai bisogni sociali, sia tradizionali che innovativi.

La Fim Cisl Umbria ritiene che serva una presenza industriale di qualità, che sappia non solo rinnovarsi tecnologicamente per essere competitiva a livello nazionale ed internazionale. La diffusione dell’Industria 4.0 non è avvenuta in tutto il settore industriale con la stessa intensità.  Industria 4.0 coinvolge – integrandole – nove tecnologie fondamentali: robot autonomi, realtà aumentata, cloud computing, big data e analitica, sicurezza informatica, Internet delle cose industriali, integrazione dei sistemi orizzontali e verticali, simulazione e produzione additiva. L’Umbria, come l’Italia è molto forte sulle nove tecnologie, ma molto debole sulla loro integrazione industriale. Il Governo mette a disposizione delle risorse per progetti concreti che nella nostra Regione può prevedere un hub della digitalizzazione. Al tempo stesso la Fim Cisl Umbria è preoccupata per la gestione delle Risorse pubbliche sia per quanto riguarda le Aree di Crisi complessa e non complessa, sia per la gestione dei Fondi europei. Tante sarebbero le opportunità ma per la Fim Cisl Umbria non vanno sperperate con elargizioni a pioggia quanto piuttosto premiando progetti mirati che possano creare opportunità lavorative.

Rispetto alla riorganizzazione, la Fim Cisl Umbria è stata tra le prime ad essere regionalizzata, mettendo al centro la garanzia del pluralismo e del rispetto delle diverse tradizioni e culture che sono state rappresentate come una risorsa e una ricchezza per la crescita dell’organizzazione. Sotto questo punto di vista la Fim Cisl Umbria ritiene che l’iscritto, colui che dà diritto di esistenza e rappresentatività alla nostra organizzazione, è il centro del nostro agire ed a lui dobbiamo offrire sempre più servizi e politiche di agevolazione nei prossimi quattro anni.

Viviamo una situazione delicata e difficile che può segnare il futuro dell’organizzazione. È il momento della responsabilità e del coraggio delle scelte. Le decisioni vanno assunte in una visione di prospettiva, di cambiamento in profondo per recuperare credibilità e incisività. La credibilità è il presupposto di un rapporto sano, dialettico e aperto con i nostri iscritti e all’interno dell’organizzazione.

Alla Cisl dell’Umbria la Fim Cisl chiede di rafforzare il confronto e il coordinamento delle categorie dell’industria territoriale, delle problematiche legate alle politiche industriali, di sviluppo del mercato del lavoro e delle politiche attive e di implementare la formazione e la comunicazione. La Cisl deve operare i cambiamenti necessari per affrontare con maggiore incisività i problemi e sostenere con efficacia le proprie strategie nei confronti delle Istituzioni e delle altre forze sociali. Un rinnovato modo di essere che esalti la responsabilità di tutti nel creare valore e rivitalizzare il nostro sindacato, che riaffermi i valori fondativi della Cisl che devono essere riconoscibili tanto nel funzionamento organizzativo quanto nei comportamenti individuali.

Segreteria Fim Umbria con Michele Zanocco