Ast, prima il rinnovo della Rsu poi la nuova Piattaforma integrativa

Come prima, più di prima la Fim Cisl si impegnerà  a mantenere in vita le Acciaierie di Terni, quelle con la A maiuscola, quelle che da oltre centotrentanni fanno sopravvivere la città , sostenendo da una parte le politiche di formazione e di miglioramento continuo che stanno cercando di rendere la Fabbrica di viale Brin maggiormente competitiva, richiedendo dall’altra al più presto l’avviamento della discussione per una nuova piattaforma integrativa che possa distribuire salario e diritti ai lavoratori.

La stagione che lasciamo alle spalle rimarrà  innegabilmente nella storia. Prima il ritorno in ThyssenKrupp dopo la parentesi Outokumpu e le vicende dell’antitrust europeo, poi la cura Morselli che costretto, Acciai Speciali Terni ad una profonda ristrutturazione, culminata con la fuoriuscita di centinaia di persone ma anche con la trasformazione della Società  controllate, Aspasiel, Sdf e Tubificio in divisioni. Nel mezzo mesi di lotta e, almeno da parte della Fim Cisl di assunzioni di responsabilità  che hanno contraddistinto il lavoro della Rsu che ha saputo mantenere la bussola dritta verso il raggiungimento degli obiettivi comuni. Una Rsu che si è contraddistinta per averci sempre messo la faccia, senza nascondersi nelle retrovie di un retro pensiero capace solo di manifestare cattivi presagi e senza ricorrere a un populismo che sa solo parlare alla pancia delle persone.

Prima degli altri dicemmo che dopo la ristrutturazione sarebbe andata in scena la riorganizzazione, tra l’altro ancora in corsa, che avrebbe dovuto significare il raggiungimento di un utile consistente. In attesa di conoscere quello ufficiale del bilancio che si è chiuso a settembre e che le previsioni prevedono un utile di oltre 40 milioni di euro, la Fabbrica di Terni in questo momento storico ha una grande occasione, quella di trasformarsi in un laboratorio del cambiamento in grado di sostenere l’industria di oggi costruendo quella del domani. E per questo la Fim vuole riconfermare la sua presenza in ogni reparto e in ogni collegio, operai, impiegati e quadri, con delegati formati e con la certezza di continuare a formarli.

Per sostenere il lavoro, anche ai tempi di Industry 4.0 è determinante pensare agli investimenti. Il Governo ha messo sul piatto le risorse per quello che riguarda l’innovazione nella manifattura e la promozione di cooperazione anche in tema di sostenibilità  ambientale; ci sono le risorse per l’Aria di crisi complessa e le iniziative collaterali che la Regione sta intraprendendo. Sulla carta ci sarebbero milioni di euro da utilizzare in maniera intelligente. Oggi ci sono le condizioni per gettare le basi su cui lavorare, dove gli attori principali debbono avere l’intelligenza di unire le forze, le conoscenze e le capacità  imprenditoriali per valorizzare appunto il brand, quello di Terni laboratorio del cambiamento: l’innovazione è un processo collettivo che coinvolge più  attori, pubblici, privati. Monitorando, come abbiamo fatto e faremo, che decisioni collaterali, come quelle della fusione ThyssenKrupp-Tata, abbiano o meno effetti sul sito ternano.

FIM-informa-n9_nov2017