Coordinamento Fim Terni

Coordinamento Fim Terni                        

Come più volte auspicato e sollecitato dalla Fim Cisl, è arrivata finalmente da Bruxelles la decisione di includere anche l’Indonesia nell’elenco dei Paesi in via di sviluppo soggetti alle misure di salvaguardia a tutela della produzione europea di alcuni prodotti di acciaio inossidabile.

Si poteva fare prima? Sì.

Si dovrà fare di più? Sì.

Il Coordinamento della Fim di Terni riunitosi il 13 settembre 2019, esprime preoccupazione per l’apertura della Cigo, Cassa integrazione ordinaria da parte di Acciai Speciali Terni che rischia di modificare gli obiettivi del recente accordo ministeriale. Auspichiamo che il management nell’incontro di lunedì, relativo all’esame congiunto, sia in grado di chiarire quali misure intenda mettere in atto come strategia aziendale, anche rispetto l’introduzione dell’Indonesia all’interno dello schema delle misure di salvaguardia, e come questo possa ridurre l’impatto sulla richiesta della Cigo, mantenendo per quello che ci riguarda, la forza lavoro nel perimetro dell’azienda.

La Fim, insieme alle altre Organizzazioni Sindacali, sta seguendo con attenzione lo sviluppo di prodotti ad alto valore aggiunto, tipo i superaustenitici, per supportare l’approccio della siderurgia sartoriale. Tuttavia questo percorso, pieno ancora di insidie, non può essere compromesso da scelte che finiscono col mettere in discussione l’organizzazione del lavoro in alcuni reparti, se non addirittura la sicurezza che resta la priorità da perseguire insieme all’Azienda e ai lavoratori, operai, impiegati e quadri.

Il Coordinamento di Terni della Fim, si rammarica del fatto che la pubblicazione del Report della Sostenibilità nel quale l’Ast  cerca di spiegare le sfide e le opportunità per il settore siderurgico ternano, non abbia generato nel comprensorio un dibattito costruttivo rispetto ai percorsi tecnologici plausibili che l’Azienda sta considerando rispetto alle politiche ambientali per raggiungere gli obiettivi di convivenza tra fabbrica e territorio, come tra l’altro succede in molti paesi Europei dove non viene messo in competizione il diritto al lavoro con il diritto alla salute.

Questa della sostenibilità è la sfida delle sfide da portare avanti anche con le altre multinazionali operanti all’interno del perimetro di Ast, a cominciare dalla Tapojarvi che sta portando avanti il progetto Scorie con un  traguardo che deve essere comune per tutti i soggetti che è quello di  valorizzare il brand di Terni nella consapevolezza che questo rappresenta un processo collettivo che coinvolge più attori, pubblici, privati, e naturalmente le forze sociali.

Il Coordinamento della Fim Cisl di Terni rispetto agli appalti all’interno di Ast, esprime forte preoccupazione per la logica del sistema al massimo ribasso che ricade come conseguenza negativa sui lavoratori. Questa mancanza di chiarezza, di programmazione a lungo termine, crea un forte stato di precarietà, originando rapporti di lavoro con contratti temporanei, senza mai dare certezza, non creando condizioni per un  lavoro stabile, elementi questi che rischiano di  abbassare anche  gli standard di qualità nello svolgimento del servizio e della sicurezza. Pertanto riteniamo che non sia più rinviabile una discussione sull’intero sistema degli appalti,  dove i lavoratori rappresentano l’anello debole e rischiano di essere  sempre più penalizzati.

Il Coordinamento pensa che sia auspicabile che la Comunità cominci a pensare al futuro che verrà; che necessariamente dovrà passare sempre attraverso un’industria manifatturiera sostenibile capace di innovare ed innovarsi. Per fare ciò serve l’analisi del fabbisogno territoriale con la relativa programmazione delle risorse, pubbliche e private, per i conseguenti investimenti.

 

13/09/2019

coordinamento fim13sett19